Nell’ultimo numero della rivista “fisioterapisti”, l’ Avv. Maurizio Friolo, Vice Presidente Commissione Sanità Regione Puglia ci informa sullo stato dell’arte nel trattamento del dolore.

La terapia del dolore è una branca della medicina che ha un rilievo mediatico assolutamente lontano dalla sua reale incidenza nella vita dei tanti malati e in quella delle loro famiglie. Siamo ancora agli albori, nonostante in Italia la Legge n.38/2010 ha disciplinato le disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore e nonostante la presenza nel Paese e sul territorio regionale di ottimi professionisti. Certo è necessaria una conoscenza più approfondita della terapia del dolore e un coinvolgimento maggiore dei medici di base che sembrano reticenti nel suggerirla ai loro pazienti, forse perché non adeguatamente aggiornati o informati o forse perché spaventati per l’associazione con la parola “cannabis” uguale a ‘droga’. Evidentemente spaventano ancora le possibili controindicazioni, il rischio di dipendenza, il limite tra uso e abuso. Tuttavia l’aumento dell’età media di vita e di malattie terribili impone di non chiudersi di fronte a un’opzione che può e deve diventare prioritaria, per rispetto dei malati, delle loro famiglie, della deontologia professionale e anche del buonsenso, perché terapie adeguate permettono di abbattere i costi dei ricoveri, risparmiando così risorse preziose. Se all’inizio l’utilizzo era previsto e prevedibile per le malattie degenerative, adesso il riferimento è anche e soprattutto per le malattie oncologiche in costante aumento: realtà che è impossibile ignorare. Ecco allora perché è importante un ripensamento complessivo dell’approccio rispetto a questa disciplina a partire dai medici di base.

Un ulteriore problema è costituito dalla distribuzione delle risorse, già di per sé insufficienti e che, come se non bastasse, non vengono distribuite in maniera equa o addirittura non vengono impiegate in maniera corretta. Tale difformità non fa altro che alimentare iniquità. Un piccolo passo avanti è stato fatto lo scorso 24 luglio, quando il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità la legge che permette l’avvio di progetti pilota per la produzione dei medicinali a base di cannabis, dopo che la commissione sanità, in data 7 luglio, ne ha dato il via libera. Una battaglia vinta insieme all’impegno di ragazzi salentini malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica che ha proiettato la nostra Regione Puglia all’avanguardia in Italia. Notizia accolta in modo positivo anche dai pazienti che hanno speso fino ad oggi anche 40 euro per un grammo di infiorescenze a scopo terapeutico, mentre con la produzione locale si potrà arrivare ad un prezzo stimato di 1,55 euro al grammo: così attraverso la legge la cannabis potrà essere prodotta e venduta per fini terapeutici con un risparmio sul prezzo del medicinale per il sistema sanitario e per i pazienti di circa dieci volte. La Regione potrà inoltre attivare partnership di ricerca e valutazione con le università della Puglia, associazioni e altri soggetti portatori di interesse o di competenze specifiche, con evidenti vantaggi per la comunità scientifica, e per la comunità tutta.

Per ridurre le spese relative all’acquisto e alla preparazione di medicinali cannabinoidi, la Giunta Regionale verificherà, entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge, la possibilità di centralizzare acquisti, stoccaggio e distribuzione alle farmacie ospedaliere abilitate, avvalendosi di apposite strutture. E’ una legge pioneristica, che si pone l’obiettivo –ambizioso ma necessario- di aiutare persone con gravi problemi di salute, e migliorare la qualità della vita in ogni fase della vita, compresa quella terminale.