Rivista_n.54


a cura di Dott. Ft Denis Pennella, Dott. Ft Filippo Maselli, Dott. Ft Fabio Cataldi.

 

Il 19 e 20 Settembre 2015 a Roma, in un clima di grande fermento e di grande partecipazione, si sono consumati 2 giorni di formazione e condivisione in seno ad AIFI, per il suo futuro e, soprattutto, per il futuro della categoria tutta.
L’analisi profonda scaturita dai dibattiti in sala è stata indirizzata non più verso una vision ed una mission, che altresì noi tutti conosciamo, ma verso ciò che AIFI rappresenta oggi e quali scelte debba fare al fine di continuare a garantirsi un futuro; un futuro che, dobbiamo ammettere, ogni giorno è minacciato da tendenze di governo e spinte da parte di altre professioni che reclamano il riconoscimento che ancora non hanno e che soffrono proprio perché è ciò che già vedono in noi fisioterapisti, anche con un pizzico di invidia.
La corrente e futura classe dirigenziale di AIFI deve formarsi e spingersi, attraverso l’implementazione di strumenti attuali e moderni, verso l’utilizzo ed il miglioramento di strategie comunicative efficaci ed efficienti che raggiungano soci e non soci, i quali comunque non sono mai esiliati e non considerati nell’azione comune che AIFI porta avanti.

Cosa fa AIFI per i fisioterapisti?” Quante volte ci siamo posti questa domanda e quante volte invece sono stati i nostri colleghi a porcela? Ma, più difficile da ammettere, quanta difficoltà facciamo a rispondere? Tanta… eppure dietro le quinte dei direttivi regionali e nazionali ci sono persone che dedicano tempo e risorse, tolte ad altre attività ed altre dimensioni della loro vita, continuamente e senza mai nulla chiedere in cambio. Qualcosa non va… manca la capacità di comunicare, in trasparenza e lealtà, dove, come e quanto l’Associazione si muove. Solo così è possibile trasformarsi in un traino per tutti i colleghi che avvertiranno la necessità morale e filosofica di fare squadra e condividere intenti ed obiettivi, spendendo anche parte delle loro risorse per il bene comune.
Ecco che, cari colleghi, scoprirete con grande piacere, nelle prossime settimane, grandi cambiamenti in seno ad AIFI e vedrete la Vostra Associazione guadagnarsi sempre più spazio sui social e sui mass media……ma soprattutto guadagnare ancor più fiducia e ammirazione nel Cittadino, quel cittadino che si fida delle nostre cure e che si rivolge a noi in cerca di una soluzione ai suoi malesseri. Perché tutti noi abbiamo bisogno di vestire in maniera consona e con grande orgoglio l’abito del fisioterapista ed AIFI si impegna e si spende quotidianamente proprio per questo.
Ma tal conclusione da dove è scaturita in questi due giorni di formazione? Non dal futuro, vision e mission, ma da un lontano passato: il nostro stesso Statuto!
L’obiettivo del corso è stato, infatti, quello di ripartire da una miglior e più profonda conoscenza del patto che AIFI ha fatto con i colleghi, i cittadini e lo Stato, egregiamente interpretato dal nostro Presidente Mauro Tavarnelli insieme a Patrizia Galantini, Alessandra Amici, Davide Albertoni e Domenico D’Erasmo, moderati da uno dei nostri colleghi che maggiormente incarna lo spirito professionale di chi a incarichi dirigenziali c’è arrivato col cuore, competenza e dedizione, Simone Cecchetto: lo STATUTO AIFI, che ha impegnato la prima parte della giornata di Sabato.
A seguito si sono svolte le sessioni parallele dedicate agli uffici di AIFI, in cui si sono tracciati gli obiettivi e le strategie per il consolidamento della figura del fisioterapista in Italia e la creazione di strumenti solidi a supporto della stessa.
Di seguito riportiamo i principali argomenti discussi; per ognuno di essi, i rappresentati della nostra categoria hanno tracciato piani precisi, puntuali e soprattutto trasparenti, in modo da offrire uno strumento di leale condivisione degli stessi.

1. Presidenti e vice-presidenti:
– Le normative fondamentali per la professione;
– Responsabilità e ruoli dei Presidenti e dei Vice Presidenti e loro interconnessioni;
– La rete dei rapporti istituzionali;
2. Segretari:
– Ruolo politico e ruolo organizzativo del Segretario;
3. Tesorieri:
– Obblighi gestionali dal punto di vista economico- gestionale: opportunità, vincoli, strategie;
4. Formazione universitaria:
– Rapporti tra Professione e Formazione;
– Accreditament o ANVUR;
– Piani di studio in Italia;
– Fisioterapia e docenza 
universitaria;
– Ruolo della 
professione a livello regionale e nazionale;
5. Affari legali e uffici giuridici:
– Titoli validi per l’esercizio professionale;
– Equipollenza ed equivalenza;
– Lotta all’abusivismo;
– La dirigenza delle aree delle professioni sanitarie diffide, ricorsi & CO.;
6. Uffici libera professione:
– Opportunità e limiti della normativa di riferimento;
– Strategie operative all’interno della libera professione;
– Relazione con i Mmg;
– LP Imprenditore;
7. GIS e sviluppo scientifico e culturale:
– Il Supporto scientifico all’attività politica;
– Divulgazione delle evidenze verso pubblico e colleghi;
– Promozione della cultura scientifica.

Durante la seconda giornata sono stati affrontati in maniera più tecnica gli argomenti relativi alla “comunicazione” attraverso le lezioni della Dottoressa Fulvia Bertaccini (Executive & Corporate Coach – Leadership & Organizational Development Facilitator) ed è stato formato il comitato nazionale per il piano di comunicazione, strumento che direttamente sul campo si spenderà per il miglioramento delle numerose criticità emerse durante i dibattiti ma soprattutto per promuovere le innumerevoli idee partorite dai partecipanti durante la sessione dedicata allo scambio attivo e fattivo di pensieri.

Quali sono stati gli obiettivi formativi di queste due giornate così intense?
a) omogeneizzare le conoscenze di base indispensabili per costruire le competenze necessarie al ruolo di dirigente associativo;
b) fare una puntuale analisi del fabbisogno formativo degli associati/sedi regionali;
c) sviluppare le competenze per allineare la comunicazione agli obiettivi strategici dell’associazione;
d) condividere lo sviluppo del percorso formativo per il biennio in corso.
Sono stati raggiunti? Dal profondo del cuore e della ragione la risposta è – non ancora. Perché? Perché per farlo occorre che tutta la categoria partecipi all’evoluzione del Fisioterapista e che lo faccia proprio ora che i tempi sono maturi.
Se siamo in grado di generare questo cambiamento, allora la risposta alla domanda precedente sarà – “SI” ed il futuro della categoria sarà assicurato.