LIBERA PROFESSIONE INTRAMOENIA IN AUTONOMIA: LEGGE IN LIGURIA

La Regione Liguria ha approvato lo scorso 26 marzo la legge regionale che regolamenta, per la prima volta in Italia, la libera professione in autonomia per i dipendenti del servizio sanitario regionale.

Fino ad ora l’accesso all’attività libero professionale intramuraria (all’interno dell’azienda, pur se in aggiunta al normale orario di lavoro) per i dipendenti delle professioni sanitarie era possibile solo in équipe, e la titolarità era esclusivamente del Medico.

 

Un limite, abbiamo sempre dichiarato, incomprensibile e sicuramente non invalicabile.

 

Tanto è vero che se ne è fatto carico il consiglio regionale ligure, che approvando la il testo di legge allegato offre la possibilità ai Cittadini di accedere direttamente ai Fisioterapisti, tra gli altri, in libera professione.

 

Le professioni sanitarie sono infatti titolari del proprio ambito di attività e, per quanto alcune attività siano indubbiamente d’équipe, esistono anche bisogni di salute a risposta, per così dire, monoprofessionale, ai quali la scelta diretta del singolo professionista risponde.

 

La direzione intrapresa dalla legge ligure è quella giusta e l’auspicio è che trovi immediata applicazione.

 

Un esempio che anche le altre Regioni dovranno seguire, un esempio che non potrà che essere migliorato.

 

In questo senso andrà posta particolare attenzione all’apertura fatta alla c.d. attività libero professionale “intramuraria allargata” (cioè esterna all’azienda sanitaria pubblica di cui si è dipendenti).

 

In Fisioterapia, la libera professione “esterna” esiste già e rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui si regge la Professione e la risposta di salute ai Cittadini.

 

AIFI, rappresentando la Professione, auspica che la traduzione in pratica della legge ligure consenta a molti Colleghi dipendenti del ssr di accedervi, raggiungendo alcuni traguardi che l’Associazione si è posta da tempo:

  • tutela dall’abusivismo: in un Paese in cui lo Stato è ancora latitante nel colmare la lacuna informativa che impedisce ai Cittadini di sapere con sicurezza se il professionista a cui intendono rivolgersi sia o meno abilitato all’esercizio professionale, poter contare su un numero di Fisioterapisti sicuramente “veri” e certificati è un valore aggiunto;
  • aumento dell’offerta riabilitativa: è indubbio che alcune tipologie di problemi non trovano solitamente risposta nella libera professione “tout-court”, ma restano appannaggio delle attività ospedaliere; questo tipo di bisogni vedrà aumentare l’offerta di fisioterapia e conseguentemente ridurre le liste d’attesa, se verrà posta adeguata attenzione a quali attività offrire;
  • soddisfazione e qualificazione del professionista: potendo scegliere il professionista, un ulteriore elemento di merito verrà inserito nel sistema delle professioni del servizio pubblico, con gratificazione di questi ultimi, che non avranno più alibi nel dover rinunciare alla tentazione di attività illegittima al di fuori dell’orario di lavoro.

La strada è tracciata, anche per una più evidente parità fra professionisti della salute, tutti con titolarità e diretta responsabilità delle proprie attività, che vengono liberamente offerte alla scelta del Cittadino.