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Quali sono le procedure da seguire per l'apertura e la conduzione dello studio professionale di fisioterapia?

Le procedure da seguire per l’apertura di uno studio professionale, al fine di evitare di incorrere in sanzioni di ogni genere, sono le seguenti:

  • Comunicazione dell’apertura dello studio (Denuncia di Inizio Attività) da recapitare al Sindaco e, per conoscenza, all’Ufficio tecnico competente per territorio.
  • Alla presente comunicazione vanno allegati il Diploma di Fisioterapista/Terapista della Riabilitazione, la planimetria e la destinazione d’uso dei locali (Categoria A10 Studi professionali).
  • Se il locale dove si esercita la professione non è ancora in possesso dei requisiti di agibilità, igiene e sicurezza è necessario allegare alla denuncia di inizio attività una relazione tecnica, redatta da un geometra, architetto o ingegnere iscritti all’Ordine, attestante l’agibilità dei locali e la conformità dell’impiantistica elettrica e termoidraulica alla Legge n° 626/94.
  • Nessuna autorizzazione deve essere preventivamente richiesta alla ASL competente per territorio che, comunque, può effettuare controlli inerenti i sopra citati requisiti di agibilità, igiene e sicurezza dei locali dove è situato lo studio professionale.
  • Apertura della partita IVA e tenuta dei libri contabili (registro degli acquisti e delle spese e bollettario delle ricevute sanitarie vidimati).
  • Si rammenta che il codice di apertura della partita IVA è 86.90.21 (attività sanitarie svolte da fisioterapista) e che oggi le prestazioni sono esenti da IVA ai sensi del decreto del ministero della salute del 17/05/2002.
  • Iscrizione alla gestione separata INPS: liberi professionisti senza cassa previdenziale gestita dall’ordine professionale. La legge 335/95 (articolo 2, comma 26) ha previsto l’iscrizione alla gestione separata dei liberi professionisti titolari di partita IVA.
  • La pubblicità sanitaria è regolamentata dalla legge 5 febbraio 1992, n° 175 così come modificata dall’articolo 3 della legge 26 febbraio 1999, n° 42, dall’articolo 12 della legge 14 ottobre 1999, n° 362 e dal comma 8 dell’articolo 7 della legge 3 maggio 2004, n° 112 e dalla legge 4 agosto 2006, n° 248. A tale proposito si ricorda che il D.lg. n° 362 del 14/10/1999, concernente “disposizioni urgenti in materia di professioni sanitarie”, all’art. 12 consente la pubblicità oltre che sulle riviste specializzate del settore, anche su giornali quotidiani e periodici di informazione.
  • La domanda per poter effettuare la pubblicità sanitaria (targhe, locandine, ecc.) va indirizzata al Sindaco competente per territorio che ne autorizza la relativa concessione. La pubblicità sanitaria può essere effettuata solo quando si è in possesso del relativo numero di concessione rilasciata dal Sindaco.
  • Codice della privacy D. lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”. Ogni anno, entro il 31 marzo, il professionista deve redigere il Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS) in merito al trattamento dei dati sensibili dei propri pazienti e al consenso informato sul trattamento degli stessi.
  • E’ bene ricordare a tutti i fisioterapisti che esistono sia un codice deontologico che un tariffario nazionale di minima, consigliati dall’A.I.FI., che vanno possibilmente rispettati.

 

Il fisioterapista, nel proprio studio professionale, può avvalersi dell'ausilio della terapia fisica strumentale, senza la direzione sanitaria del medico e senza incorrere in un regime autorizzativo sanitario specifico?

La materia è oggi regolata dall’art. 8 ter del d. lgs. n° 229/1999. In particolare, il comma 2 del predetto art. 8 ter prevede che “l’autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie è, altresì, richiesta per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente, individuati ai sensi del comma 4, nonché per le strutture esclusivamente dedicate ad attività diagnostiche, svolte anche a favore di soggetti terzi”. La terapia fisica, dal punto di vista tecnico-scientifico, è intesa come la somministrazione di energie fisiche (calore, elettricità, ecc.) a scopo terapeutico (ad esempio, somministrazione di correnti a finalità antalgiche o di stimolazione neuromuscolare, ionoforesi, ecc.) e non può essere praticata che attraverso apposite apparecchiature elettromedicali. Ora, è intuitivo che l’applicazione di predetti trattamenti presuppone una preparazione disciplinare specifica mirata e non la mera acquisizione di conoscenze generali. Si tratta di attività che risultano potenzialmente pericolose solo se poste in essere da chi è privo delle necessarie cognizioni tecnico-scientifiche; cognizioni che il fisioterapista certamente possiede e che sono state verificate in sede di superamento dell’esame di laurea, equivalente ad esame di stato ai sensi dell’art. 33 della Costituzione. E’ infatti bene qui ricordare che la normativa vigente (D.M. n° 741/94, Legge n° 42/99 e Legge n° 251/2000) prevede espressamente che il fisioterapista “pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali”, altresì, sancisce il diritto del fisioterapista a svolgere la propria attività in regime libero-professionale, senza necessità di etero-direzione medica e senza assoggettamento al regime autorizzativo sanitario.

 

Con l'approvazione del DDL 1324 da oggi Osteopati e chiropratici sono adesso riconosciuti dallo Stato Italiano come professioni sanitarie?

Il DDL 1324 non è ancora stato approvato in via definitiva; il percorso è ancora molto lungo. Il DDL 1324 “Lorenzin” è stato solo approvato nella XII Commissione “Igiene e Sanità” del Senato, prima tappa; ora dovrà essere discusso nell’aula del Senato, per poi passare -come eventualmente modificato- alla corrispondente Commissione Salute della Camera e poi in aula alla Camera; se ci saranno modifiche rispetto a quanto approvato al Senato, dovrà tornarci per una seconda lettura. Difficile fare una prognosi dei tempi, dipende molto dalle priorità del Governo nel calendarizzare i provvedimenti. E quanto indicato negli articoli approvati per “osteopata” e “chiropratico” è ancora generico ed è obiettivo di AIFI che venga profondamente modificato come abbiamo più volte, insieme alle altre Professioni Sanitarie, scritto.

 

Quanti anni durerà la laurea abilitante di Osteopati e Chiropratici? Cosa succederà di chi, professionista sanitario o no, ha già fatto i percorsi con enti privati?

Non lo sappiamo perché il DDL non è effettivamente approvato; il percorso è ancora molto lungo. Il DDL 1324 “Lorenzin” è stato solo approvato nella XII Commissione “Igiene e Sanità” del Senato, prima tappa; ora dovrà essere discusso nell’aula del Senato, per poi passare -come eventualmente modificato- alla corrispondente Commissione Salute della Camera e poi in aula alla Camera; se ci saranno modifiche rispetto a quanto approvato al Senato, dovrà tornarci per una seconda lettura. Difficile fare una prognosi dei tempi, dipende molto dalle priorità del Governo nel calendarizzare i provvedimenti. E quanto indicato negli articoli approvati per “osteopata” e “chiropratico” è ancora generico ed è obiettivo di AIFI che venga profondamente modificato come abbiamo più volte, insieme alle altre Professioni Sanitarie, scritto. AIFI ha l’obiettivo di rispettare quanto previsto dalla L. 43/2006, nella fattispecie all’art. 5 “individuazione di nuove professioni sanitarie”, perché una nuova prof. sanitaria sia individuata solo se risponde all’utilità sociale, se ne sia vagliata l’evidenza scientifica delle basi fondamentali, non si sovrapponga a competenze di altre professioni esistenti. AIFI inoltre combatterà in ogni luogo e con ogni modalità contro tentativi di “sanatoria” di titoli privi di alcuna valenza legale, nell’interesse degli Utenti.

 

I laureati in Scienze Motorie con l'approvazione del DDL 1324 sono diventati professione sanitaria?

I laureati in Scienze Motorie non sono nemmeno citati nel DDL 1324 approvato in Commissione; non sono professionisti sanitari e non possono svolgere attività sanitaria per quanto già espressamente previsto nello stesso decreto di istituzione del relativo corso di laurea.