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Il fisioterapista può insegnare competenze proprie della professione a persone non in possesso della necessaria abilitazione all’esercizio della Professione?

La Direzione Nazionale A.I.FI., nel rispetto dei principi normativi e deontologici che regolamentano l’esercizio professionale del fisioterapista, in data 08 novembre 2009, ha deliberato quanto segue come Norma Etica per l’insegnamento:

  1. i fisioterapisti, nello svolgere funzioni di insegnamento teorico e pratico nonché di tirocinio, si astengono dall’insegnare competenze (saper fare) proprie dell’esercizio professionale a soggetti non abilitati all’esercizio della Professione, con l’esclusione di eventi a carattere informativo non professionalizzante, anche rivolti ad altre professioni sanitarie, come convegni scientifici ed eventi culturali;
  2. è demandata alle AIFI regionali e provinciali la vigilanza sul territorio;
  3. ogni violazione sarà segnalata, nel rispetto degli statuti AIFI nazionale e regionali, al Collegio dei Probiviri competente per territorio e sottoposta alle sanzioni ritenute adeguate, nel rispetto dello Statuto AIFI (cfr. http://aifi.net/).

 

Qual è la procedura per ottenere il Riconoscimento di un titolo professionale sanitario conseguito in un Paese extracomunitario ai fini dell'esercizio in Italia dell'attività professionale di fisioterapista?

Per ottenere il riconoscimento di un titolo sanitario conseguito in un Paese extracomunitario, ai fini dell’esercizio in Italia della corrispondente professione sanitaria, l’interessato deve presentare domanda in bollo al Ministero della Salute corredata di apposita documentazione (vedi http://www.salute.gov.it/).

 

Cos'è l’Educazione Continua in Medicina - E.C.M.?

L’E.C.M. è il processo attraverso il quale il professionista della salute si mantiene aggiornato per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale. La formazione continua in medicina comprende l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità e attitudini utili a una pratica competente ed esperta. I professionisti sanitari hanno l’obbligo deontologico di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze per offrire una assistenza qualitativamente utile. Prendersi, quindi, cura dei propri pazienti con competenze aggiornate, senza conflitti di interesse, in modo da poter essere un buon professionista della sanità (cfr. http://ape.agenas.it/).

 

Cosa sono i crediti formativi E.C.M.?

I crediti E.C.M. sono indicatori della qualità della formazione/apprendimento effettuata dai professionisti sanitari in occasione di attività E.C.M. Sono assegnati dal Provider ad ogni evento formativo e da questo attestati ai partecipanti a seguito dell’accertamento dell’apprendimento e ai docenti/tutor del programma formativo. Sono validi su tutto il territorio nazionale (cfr. http://ape.agenas.it/) e Regolamento applicativo dei criteri oggettivi dell’accreditamento del 13 gennaio 2010 – pag.7).

 

È obbligatoria l’E.C.M.?

Si, a partire dal 2002, anno in cui inizia la fase a regime del Programma Nazionale di E.C.M.

 

Quanti crediti devono essere acquisiti nel triennio 2014-2016?

La Commissione nazionale per la formazione continua nella riunione del 18 settembre ha individuato in 150 crediti il debito formativo per tutte le professioni anche per il triennio 2014-2016. Si rende noto che tale debito formativo può variare in funzione del calcolo del debito formativo individuale triennale così come calcolato in base alla Determina della CNFC del 17 luglio 2013. Tale decisione è stata approvata anche nel corso della riunione tra Ordini, Collegi, Associazioni maggiormente rappresentative del 23 ottobre 2013 (cfr. http://ape.agenas.it/).

 

Chi è esonerato dall'obbligo dell'E.C.M.?

È esonerato dall’obbligo E.C.M.:

  • il personale sanitario che frequenta, in Italia o all’estero, corsi di formazione post-base propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, dottorato di ricerca, master, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica, previsti e disciplinati dal Decreto del MURST del 3 novembre 1999, n. 509, pubblicato nella G.U. n. 2 del 4 gennaio 2000; corso di formazione specifica in medicina generale, di cui al Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 368, emanato in attuazione della Direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli; formazione complementare es. corsi effettuati ai sensi dell’art. 66 “Idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza” di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000 n. 270 Regolamento di esecuzione dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale; corsi di formazione e di aggiornamento professionale svolti ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera d) “Piano di interventi contro l’AIDS” di cui alla Legge 5 giugno 1990, n. 135, pubblicata nella G.U. n. 132 dell’8 giugno 1990 per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza);
  • i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (astensione obbligatoria), e successive modificazioni;
  • i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni (cfr. http://ape.agenas.it/).

 

In che percentuale devono essere acquisiti i crediti (FAD-RES-FSC)?

In base ai “Criteri per l’assegnazione dei crediti alle attività ECM approvato dalla Commissione Nazionale per la formazione continua il 13 gennaio 2010” – pag.6 – pag. 15 – nota 4, per la tipologia 2 (RES: convegni, congressi, simposi, conferenze), la tipologia 5 (FSC: gruppi di miglioramento), la tipologia 6 (FSC: attività di ricerca), la tipologia 10 (docenza e tutoring) il numero massimo di crediti acquisibili non può eccedere, complessivamente, il 60% del monte crediti triennale ottenibile da un singolo professionista sanitario (n.90 crediti formativi su 150) – (cfr. http://ape.agenas.it/).