L’A.I.FI. Puglia chiede che venga rivista la delibera n. 183 del 19 febbraio 2014, inserendo la copertura in pianta organica dei fisioterapisti

 Nei paesi occidentali la sanità è costruita su tre pilastri fondamentali: prevenzione, cura e riabilitazione. Gli studi  scientifici  dimostrano che l’incidenza di molte patologie è oggigiorno  legata sia agli stili di vita che alle condizioni ambientali. Ciò significa che una appropriata  strategia preventiva, soprattutto se coinvolge l’intera popolazione, con la collaborazione e la competenza degli operatori sanitari, permette notevoli risparmi sulla spesa sanitaria ma soprattutto  rende più elevata la qualità della vita della persona.

Ma quando un evento morboso, una malattia o un trauma non si esauriscono nel ciclo danno-terapia-guarigione o morte, ma portano ad una menomazione o ad una disabilità che rischia di trasformarsi in svantaggio esistenziale permanente o handicap, il ruolo importantissimo lo assume la riabilitazione.

Scopo della riabilitazione è “guadagnare salute”, in un un’ottica che vede la persona con disabilità e limitazione della partecipazione non più come “malato”, ma come “persona avente diritti” (conferenza di Madrid del 2002, anno europeo della persona disabile). Il diritto di essere aiutato a raggiungere la massima autonomia possibile e quindi una migliore qualità di vita.

L’Italia crede fortemente in queste tre caratteristiche, tanto  da averle  fatte sue con l’  istituzione del servizio sanitario nazionale, inserito nella legge n.833 del 1978. In questi decenni il Governo ha sviluppato un programma finalizzato al miglioramento dei servizi erogati, attraverso la formazione del personale sanitario interessato, ingenti investimenti, ricerca e ottimizzazione dei servizi.

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un fenomeno alquanto preoccupante, la gestione dell’emergenza, che porta l’ago della bilancia verso il pilastro della “cura”, che è indubbiamente quello più costoso. La Regione Puglia, dopo anni di attesa, con la delibera n. 183 del 19 febbraio 2014, decide di assumere 703 operatori sanitari, per implementare la carenza di organico, che costringe le ASL a dover imporre al proprio personale carichi di lavoro eccessivi e al contempo a dover allungare le liste di attesa nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Alla notizia dell’emanazione del decreto regionale l’A.I.FI. (Associazione Italiana dei Fisioterapisti) di Puglia scopre che non è prevista l’assunzione di alcun fisioterapista in tutto il territorio regionale.

“Siamo rimasti senza parole – afferma Eugenio D’Amato, del direttivo regionale – e ce ne siamo chiesti il motivo. Probabilmente i legislatori regionali ritengono che i portatori di handicap, adulti o bambini, non hanno diritti, e quindi possono essere trascurati. E questo elemento è anche supportato dalla forte criticità di alcuni dipartimenti riabilitativi, nei quali,  per esempio, i fisioterapisti che sono andati in pensione non sono stati sostituiti da nuove leve. A loro non interessa, per es., che un servizio riabilitativo che si occupa di riabilitazione pediatrica, punto di eccellenza nel territorio Jonico, venga smantellato. Ma non va meglio neanche per coloro che si occupano di riabilitazione dell’adulto. Una situazione che risulta molto spiacevole, se pensiamo che le patologie che riguardano il sistema nervoso centrale (Ictus, morbo di Parkinson, Sclerosi Multipla, Alzheimer ect….) sono in costante aumento e a Taranto, in particolare, negli ultimi cinque anni sono aumentate del 70%.

In tutta la Puglia i turnover dei  centri di riabilitazione sono bloccati, bambini disabili e adulti hanno difficoltà ad accedere alle prestazioni riabilitative con il peggioramento delle condizioni motorie e l’aumento di piaghe da decubito, con l’aggravamento delle funzioni cognitive, ed incrementando la necessità di cure intensive e farmacologiche.

L’A.I.FI. Puglia chiede che venga rivisto il decreto e che venga attuata una programmazione mirata al benessere globale del paziente; questo si ottiene solo rispettando i tre principi fondamentali: prevenzione, cura e riabilitazione.

L’A.I.FI. chiede la copertura, in pianta organica, anche dei fisioterapisti, figure professionali essenziali nel sistema sanitario.